LA MIA STORIA

Ciao sono Simone

storia

classe 1973 Genovese e grande appassionato di moto da sempre (forse anche grazie al mio amico fraterno Gabriele con il quale passavamo interi pomeriggi a sfogliare la rivista TUTTOMOTO) e nel tempo questa passione si è evoluta insieme alla mia crescita e vediamo come; da piccolo, avrò avuto circa 11 anni, aspettavo che mio papà si allontanasse dalla sua Kawasaki Z400 per provare ad accenderla…fino a che un giorno sono riuscito a farla partire e farci qualche centinaio di metri, potete immaginare il dopo. All’età di 15 anni riesco ad avere da mio nonno paterno un Beta Camoscio L, sicuramente non il motorino del momento visto che alla metà degli anni ’80 avere un Fifty o un Aprilia era il massimo, ma per me era bellissimo e con lui ho cominciato le prime “Motoesperienze” sia nel bene che nel male, il bene era che andava come un missile e camminava più dei Fifty ed Aprilia e nel male perché qualche volta ho assaggiato l’asfalto….ma fa parte del pacchetto o no? Dopo qualche anno ho avuto come compagno di viaggio uno scooter (lo so, lo so è uno scooter) Honda Vision e insieme al fatto che stavo diventando grande, ormai ero maggiorenne, mi spingevo oltre i confini della mia città e la cosa mi rendeva fiero e felice allo stesso tempo; impiegavo ore per arrivare a Bargagli, Torriglia, Rovegno e tornavo felice come non lo ero mai stato. Ma come ho già detto ormai ero maggiorenne, tutti i miei amici avevano le moto, le 125 degli anni 90 erano dei veri capolavori, e il mio fedele Vision (si chiamava Papero, ho sempre dato i nomi ai miei mezzi a due ruote) cominciava a starmi stretto e così dopo mesi di trattative con i miei genitori riesco ad avere a novembre 1991 la mia moto 125, un bellissimo TZR125R (TIZETINO) moto dell’anno 1992, un grande amore durato solo 8 mesi….a luglio del 1992 sono stato vittima di un incidente nel quale mi sono rotto un femore, l’orgoglio ed il Tizetino. Mi trovo così ad avere 20 anni ed ahimè di nuovo a piedi, si vabbè avevo la patente per la macchina, ma a me non bastava, così inizio a lavorare e inizio nuovamente da un altro scooter un Gilera Stalker e da qui è un susseguirsi di cambiamenti repentini, lo Stalker lascia spazio ad uno Skipper 150 che a sua volta viene rimpiazzato da un Dragster 180 battezzato Scootard per la guida funambolica che permetteva di avere sia nell’utilizzo quotidiano che in pista, un vero petardo e fedele compagno di viaggio; e finalmente arriviamo all’anno 2000, ormai grande e in possesso di un lavoro vero, decido di fare una follia….vendere la macchina e ridare vita alla mia passione e così è stato….saluto la mia Peugeot 206 e dò il benvenuto alla mia nuova moto, una bellissima (per me) Suzuki SV650s battezzata Iena. Il sogno era diventato realtà, ero riuscito nuovamente ad impossessarmi di quelle emozioni che solo chi ama la moto e la vive a fondo può capire, una moto da grandi con cui potevo prendere l’autostrada ed estendere ulteriormente i miei confini; Toscana, Valle d’Aosta, tutti i passi della mia Liguria, ormai era fatta niente avrebbe più potuto allontanarmi dal mio mondo. Avevo iniziato anche le esperienze in pista, ma per me era troppo cara e l’asfalto era duro come me lo ricordavo, ma in quel mio momento motociclistico la moto doveva essere solo carenata e possibilmente scomoda non riuscivo a capire come si potesse andare su una moto che non avesse i semimanubri e intanto il tempo passa…. Ormai siamo al 2003 e l’amore verso la mia Iena non si attenua ma per motivi di lavoro sono costretto a trasferirmi a Roma e dopo molte riflessioni ho venduto la mia Amata a favore di un Majesty 250 sicuramente più comodo e meno a rischio in una città così trafficata, consapevole del fatto che a breve l’avrei riavuta….si…..a breve…..così breve che mi sono potuto ricomprare la moto solo nel 2011 ormai traferito a Pescara, sposato e con 2 bimbe; un Kawasaki ER6-n BEE da me trasformatissimo. Ma il bello viene adesso, ormai il mio concetto di moto sta cambiando, via le carene ed i semimanubri e spazio alle moto meno estreme ed è così che arriva la mia MT-09, Bonnie, per me la moto più bella e divertente del mondo (e sottolineo per me) ma comunque non adatta ai grandi viaggi, così a settembre 2018 arriva la moto che mai avrei pensato di comprare, la mia amata Bonnie lascia il posto ad un BMW R 1200 GS Jessie, meno emozionante ma sicuramente molto più adatta al mio nuovo modo di vivere la moto.

Ma non è finita qui….

Infatti…non è proprio finita, sono tornato a CASA YAMAHA prendendo la Yamaha Tracer 9 GT, Sally, aspettata 6 mesi e finalmente in mio possesso dal 19 giugno 2021 ed insieme abbiamo già fatto quasi 5000 km, Motogiro 2021 compreso….

ma adesso….sarà davvero finita qui??? chi lo sa, di sicuro Sally è una moto che mi rispecchia molto più del GS, 

con esso condivide la comodità di guida, cosa che non mi sarei mai aspettato, ma è divertente come la mia amata  Bonnie…insomma per me un mix perfetto e con Lei andrò a NordKapp….

Simone

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